Indice articoli

 

La legge Crispi del 1890
Il rischio, finalmente, fu evitato e le Misericordie mantennero per lo più lo stato di dipendenza e controllo delle attività imposto loro dalla legge Crispi del 1890 senza peraltro subire lo smantellamento a favore dell'erigendo ente della Croce Rossa Italiana. Nel settembre 1926, inoltre, al Congresso Nazionale di Viareggio intervenne addirittura il Sovrano a testimoniare la riconoscenza verso le Misericordie mentre nel successivo Congresso di Pisa (1930) ebbe luogo una grande manovra di esercitazione della Squadra Federale.

Dopo la morte del presidente Donati, avvenuta il 2 dicembre 1930, si svolse a Firenze il Congresso Nazionale per la nomina del nuovo presidente. Nel Congresso fu deciso di affidare la guida della Federazione ad un triumvirato composto dai confratelli Renato Macarini-Carmignani, Angelo Badiani e Paolo Guicciardini. Seguirono altri Convegni ed altri interventi della Squadra Federale che nel frattempo non solo aveva costituito suoi settori in molte Misericordie, ma aveva anche creato dei propri corpi pompieristici sull'esperienza di quanto già realizzato da alcune Confraternite negli anni precedenti. Grazie a queste realizzazioni essa costituiva in quel momento una delle più forti organizzazioni di soccorso a carattere nazionale esistenti nel paese.

Lo scoppio del secondo conflitto mondiale ridusse l'attività della Federazione in comprensibili limiti. Le Misericordie, nelle loro varie sedi, continuarono comunque a svolgere un'attività di soccorso oltremodo intensa, assistendo le popolazioni nelle più svariate forme ed intervenendo per il salvataggio di sinistrati e feriti talvolta anche sotto l'imperversare dei bombardamenti, non mancando esempi di eroismo. Tra l'altro, le truppe tedesche al momento della loro ritirata dal suolo italiano depredarono massicciamente la quasi totalità delle sedi delle Misericordie italiane, asportando masserizie, attrezzature sanitarie, autoambulanze, cosicché nel 1945, alla ripresa della vita normale, la generalità delle varie fraternite si trovó a dover ricominciare e ricostruire tutto da capo.

Chiusasi la tragedia bellica, la Federazione si pose immediatamente a costituire le premesse della ripresa. Si organizzarono convegni a Pescia ed a Pisa. A Firenze si tenne un Congresso Nazionale l'8 gennaio 1947 nel quale, approvando il testo del nuovo statuto, furono allargati i compiti dell'ente federativo al quale fu dato un carattere esplicitamente nazionale.

In tale Congresso fu eletto presidente nazionale onorario il confratello Angelo Badiani e presidente nazionale effettivo il confratello Roberto Crema.

La Confederazione, diede così inizio ad una più larga forma di attività, che non fu limitata, come in passato, al solo coordinamento fra Misericordie, ma quello più ambizioso e impegnativo di estendere in tutta Italia il movimento spirituale ed organizzativo delle misericordie. Alla Confederazione venne affidato inoltre il compito di approfondire i problemi di carattere generale del movimento, rendendosene portatrice ed interprete in ogni sede e particolarmente presso i pubblici poteri: Governo e Parlamento.

Da allora presero avvio una serie di Congressi Nazionali e la Presidenza confederale instauró un sistema di frequenti visite presso le singole confraternite erogando inoltre aiuti concreti a quelle maggiormente in difficoltà. Particolarmente impegnativo per tutte le Misericordie fu la ricostruzione del parco macchine distrutto dalla guerra. In quegli anni, difficili ma ricchi di solidarietà e desiderio di libertà, numerose nuove Misericordie nacquero in varie parti d'Italia.

Nel 1962 il presidente nazionale Crema perì in un incidente aereo lasciando un triste vuoto nei suoi collaboratori. A lui successe nell'incarico di presidente Alfredo Merlini che guidó la Confederazione fino al 1985.

Impostato nuovo primoaccesso

Contatore accessi

Benvenuto!! Hai visitato questo sito web volte con inrizzo IP . . .
Primo  accesso: 21/09/2019 11:47:10 - Ultimo accesso: 21/09/2019 11:47:10