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370px Origine della Compagnia della Misericordia in Firenze Il movimento caritativo delle Misericordie nacque dalla Compagnia di S. Maria nel 1244 e intende far proprio il messaggio che il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II consegnó nell’udienza del 14 giugno ’86 e che segno’ un nuovo corso storico delle Misericordie italiane alla vigilia del terzo millennio; corso storico che le vede:

“Le Misericordie fautrici della civiltà dell’amore e testimoni infaticabili della cultura della carità per amore di Dio e del prossimo”

 

 


 

 Da chi e' composta la Misericordia ?

La Misericordia é, secondo il Codice di Diritto Canonico, associazione di fedeli laici della Chiesa
(Canoni 298 e seguenti, 231 e seguenti).

Quale é lo scopo della Misericordia ?
Scopo della Confraternita é l’esercizio volontario, per amore di Dio e del Prossimo, delle opere di Misericordia, corporali e spirituali, del pronto soccorso e dell’intervento nelle pubbliche calamità sia in sede locale che nazionale e internazionale, anche in collaborazione con ogni pubblico potere nonchè con le iniziative promosse dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia.

Cosa puó fare la Misericordia per i suoi confratelli ?
Essa provvede all’attivazione della coscienza civica e cristiana degli iscritti mediante opportuni corsi di formazione spirituale e promuove ed incrementa lo svolgimento di attività di addestramento tecnico-sanitario dei confratelli con corsi di istruzione teorico-pratici e con ogni altro mezzo secondo le linee ed i programmi emanati dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia.

Come si organizza la Misericordia ?
Essa puó costituire delle apposite sezioni, previa autorizzazione delle Confederazione Nazionale, e convenzionarsi con gli Enti Locali secondo la normativa nazionale e regionale localmente vigente.
In relazione al carattere cristiano inerente la vita associativa, la Confraternita mantiene i rapporti con il Vescovo Diocesano e con le altre autorità Ecclesiastiche anche attraverso il proprio Assistente ecclesiastico o “Correttore”.

 


 La Confederazione Nazionale Delle Misericordie

La Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia, nacque sotto il nome di Federazione nel 1899 a Pistoia, ove si svolse il Primo Congresso confederale 90Nazionale delle Misericordie, cui aderirono 45 Confraternite. In quella occasione venne nominato anche il primo Presidente nazionale nella persona del confratello (in qualità di membri di Confraternite gli aderenti si chiamano Confratelli e Consorelle) Cesare Sardi di Lucca, che onoró l'incarico per oltre venti anni. Il Secondo Congresso Nazionale si svolse a Firenze nei giorni 27 e 28 maggio 1900, ospite dell'antica Misericordia fiorentina. Dopo il Congresso di Firenze venne dato inizio alla pubblicazione di un Bollettino delle Misericordie che ha continuato ad uscire fino allo scoppio della guerra 1914-18.

bollettino Misericordie 1904

Il vecchio Logo Ufficiale delle Misericordie d'ItaliaDurante il periodo bellico, le Misericordie associate alla Federazione svolgono nelle loro singole località un'intensa attività di assistenza e di soccorso, particolarmente dedita alle dolorose e gravi necessità di aiuto verso le popolazioni interne e verso i profughi.
Il primo Congresso dopo il termine della guerra si svolge a Prato nell'agosto del 1921 celebrando l'elezione del nuovo presidente nazionale nella persona di Guido Donati della Misericordia di Firenze. In questi anni viene ripresa la pubblicazione del Bollettino, interrotta nel periodo bellico, e viene costituita la Squadra federale, per accorrere nei luoghi colpiti da calamità. Si ricorda all'uopo l'apporto da essa dato in occasione dei gravi terremoti che negli anni seguenti andarono a colpire la Garfagnana, il Mugello e la Lunigiana. La Squadra Federale era formata da 15 Confraternite fra le più importanti e meglio attrezzate, e poteva contare su circa 200 fratelli completamente equipaggiati, oltre a medici ed infermieri.

La creazione della squadra confederale rappresentó senza dubbio un'importante anticipazione di ció che in futuro divenne la protezione civile in Italia. L'Italia era, in quegli anni, agli albori delle iniziative di soccorso nelle calamità naturali, quelle iniziative che di protezione civile che solo negli ultimi anni hanno visto un intervento diretto dello Stato. Allora in questo settore esistevano soltanto l' esercito e le formazioni dei così detti pompieri non ancora raccolti in un corpo nazionale e presenti solo in alcune località. Alcune squadre di pompieri tra l'altro erano nate proprio all'interno delle Misericordie, fra di esse ricordiamo in particolare quelle della Misericordia di Prato e di Viareggio.

Un momento di forte crisi del movimento si ebbe con la messa in discussione all'autonomia ed al futuro del movimento stesso in epoca fascista: il regime, infatti, nel suo obiettivo di convogliare ogni forma di attività assistenziale nello Stato, approvó la nota legge per la quale furono sciolte le associazioni di volontariato prive di personalità giuridica e dispose la confisca delle loro attrezzature e del loro patrimonio a favore di una istituzione di soccorso statalizzata: la Croce Rossa Italiana. Si creó così una situazione di grave disagio per tutte le Misericordie, comprese quelle sottoposte al regime giuridico della cosiddetta legge Crispi sulle Istituzioni pubbliche di beneficenza ed assistenza, che fondatamente temettero l'applicazione a proprio danno delle speciali disposizioni della stessa legge che consentivano ai pubblici poteri di disporre il loro concentramento e addirittura la loro trasformazione in enti di natura e carattere diversi.


 

La legge Crispi del 1890
Il rischio, finalmente, fu evitato e le Misericordie mantennero per lo più lo stato di dipendenza e controllo delle attività imposto loro dalla legge Crispi del 1890 senza peraltro subire lo smantellamento a favore dell'erigendo ente della Croce Rossa Italiana. Nel settembre 1926, inoltre, al Congresso Nazionale di Viareggio intervenne addirittura il Sovrano a testimoniare la riconoscenza verso le Misericordie mentre nel successivo Congresso di Pisa (1930) ebbe luogo una grande manovra di esercitazione della Squadra Federale.

Dopo la morte del presidente Donati, avvenuta il 2 dicembre 1930, si svolse a Firenze il Congresso Nazionale per la nomina del nuovo presidente. Nel Congresso fu deciso di affidare la guida della Federazione ad un triumvirato composto dai confratelli Renato Macarini-Carmignani, Angelo Badiani e Paolo Guicciardini. Seguirono altri Convegni ed altri interventi della Squadra Federale che nel frattempo non solo aveva costituito suoi settori in molte Misericordie, ma aveva anche creato dei propri corpi pompieristici sull'esperienza di quanto già realizzato da alcune Confraternite negli anni precedenti. Grazie a queste realizzazioni essa costituiva in quel momento una delle più forti organizzazioni di soccorso a carattere nazionale esistenti nel paese.

Lo scoppio del secondo conflitto mondiale ridusse l'attività della Federazione in comprensibili limiti. Le Misericordie, nelle loro varie sedi, continuarono comunque a svolgere un'attività di soccorso oltremodo intensa, assistendo le popolazioni nelle più svariate forme ed intervenendo per il salvataggio di sinistrati e feriti talvolta anche sotto l'imperversare dei bombardamenti, non mancando esempi di eroismo. Tra l'altro, le truppe tedesche al momento della loro ritirata dal suolo italiano depredarono massicciamente la quasi totalità delle sedi delle Misericordie italiane, asportando masserizie, attrezzature sanitarie, autoambulanze, cosicché nel 1945, alla ripresa della vita normale, la generalità delle varie fraternite si trovó a dover ricominciare e ricostruire tutto da capo.

Chiusasi la tragedia bellica, la Federazione si pose immediatamente a costituire le premesse della ripresa. Si organizzarono convegni a Pescia ed a Pisa. A Firenze si tenne un Congresso Nazionale l'8 gennaio 1947 nel quale, approvando il testo del nuovo statuto, furono allargati i compiti dell'ente federativo al quale fu dato un carattere esplicitamente nazionale.

In tale Congresso fu eletto presidente nazionale onorario il confratello Angelo Badiani e presidente nazionale effettivo il confratello Roberto Crema.

La Confederazione, diede così inizio ad una più larga forma di attività, che non fu limitata, come in passato, al solo coordinamento fra Misericordie, ma quello più ambizioso e impegnativo di estendere in tutta Italia il movimento spirituale ed organizzativo delle misericordie. Alla Confederazione venne affidato inoltre il compito di approfondire i problemi di carattere generale del movimento, rendendosene portatrice ed interprete in ogni sede e particolarmente presso i pubblici poteri: Governo e Parlamento.

Da allora presero avvio una serie di Congressi Nazionali e la Presidenza confederale instauró un sistema di frequenti visite presso le singole confraternite erogando inoltre aiuti concreti a quelle maggiormente in difficoltà. Particolarmente impegnativo per tutte le Misericordie fu la ricostruzione del parco macchine distrutto dalla guerra. In quegli anni, difficili ma ricchi di solidarietà e desiderio di libertà, numerose nuove Misericordie nacquero in varie parti d'Italia.

Nel 1962 il presidente nazionale Crema perì in un incidente aereo lasciando un triste vuoto nei suoi collaboratori. A lui successe nell'incarico di presidente Alfredo Merlini che guidó la Confederazione fino al 1985.


 

1963 - Movimento dei Gruppi Donatori di Sangue FRATRES

Nel 1963 viene costituito il Movimento dei Gruppi Donatori di Sangue FRATRES che opera tutt'oggi nel settore della raccolta del sangue. Riuniti nella Consociazione Nazionale FRATRES delle Misericordie d'Italia, costituiscono uno dei maggiori movimenti nel campo in Italia, con decine di migliaia di sacche di sangue raccolte ogni anno, oltre alla donazione di plasma, in aferesi e di midollo.

Nel 1985 ad Alfredo Merlini successe Francesco Giannelli, confratello e capo di guardia della Misericordia di Firenze.

Il 14 giugno 1986 circa 10.000 fratelli delle Misericordie italiane vennero ricevuti in udienza dal Santo Padre. Nell' aula Paolo VI, gremitissima, Giovanni Paolo II tracció una svolta nella vita del movimento, indicando con chiarezza la via della carità che le Misericordie dovevano far propria: "ecco la consegna che vi affido... siate i promotori e fautori della civiltà dell'amore, siate testimoni infaticabili della cultura della carità". Queste parole costituirono per le Misericordie una vera e propria svolta. L'accorata esortazione del Papa a testimoniare con i servizi di carità l'impegno per la costruzione di un nuovo modello di civiltà basato sulla solidarietà, sulla pace, sulla condivisione, divenne da allora un concreto riferimento per tutto il movimento che si tradusse in una nuova vitalità ed in nuove iniziative. Nel 1989 la Confederazione diede vita alla pubblicazione di una nuova rivista mensile cui fu dato il nome, ricco di significato, di Civiltà dell'Amore.

Nel 1990 il movimento FRATRES assume uno status giuridico autonomo costituendosi come associazione a sé stante, seppure collegata alla Confederazione, con la denominazione di Consociazione Nazionale Fratres delle Misericordie d'Italia.


 

1992- Convegno Mondiale delle Misericordie

Nel novembre 1992 le Misericordie si riunirono, per la prima volta nella loro storia, in Convegno Mondiale a Firenze con la partecipazione di oltre 200 delegati provenienti da tutti i continenti in rappresentanza di circa 40 Paesi. Il frutto più importante del convegno fu l'impegno alla costituzione dell'Unione Europea delle Misericordie che trovó concordi sul progetto i rappresentanti delle Misericordie d'Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Principato di Monaco, Armenia, Bielorussia, Georgia, Lituania, Moldavia, [[Russia, Ucraina.

Il 14 novembre 1992 il Papa salutando affettuosamente i fratelli della Misericordia ricordó come "Si puó ben dire che in tutti i continenti le Misericordie costituiscono un pacifico esercito di promotori e fautori della civiltà dell'Amore, testimoni infaticabili della cultura della carità". Il Papa, confermando l'esortazione a "testimoniare la presenza provvidente di Dio", si congedó lanciando un'ulteriore invito all'impegno di fraternità: "Benedica, la Vergine Santa, - disse Giovanni Paolo II - anche gli sforzi da voi condotti per far sì che attraverso interventi programmati in accordo con Organismi e Misericordie di altre confessioni religiose cresca la reciproca stima tra credenti, così che tra gli uomini di buona volontà si affretti l'avvento dell'autentica civiltà dell'Amore". Da questa esortazione la Confederazione assunse l'impegno a sviluppare in spirito di carità i contatti, le collaborazioni, i rapporti con i fratelli di diversa fede ed in particolare con i fratelli musulmani presenti in Italia e nei loro paesi d'origine. Questo sforzo portó due importanti frutti: nel gennaio del 1993 le Misericordie insieme ad una organizzazione caritativa di fede islamica (la Human Appeal International) organizzarono due colonne di aiuti per le popolazioni musulmane duramente colpite dalla guerra civile in corso nei territori della ex-Jugoslavia. Ai primi di luglio del 1994 si tenne a Firenze il 1° Seminario Cristiano-Islamico incentrato sull'analisi di tre aree di crisi: il Sudan in piena guerra civile e prostrato dalla difficile convivenza tra cristiani, musulmani e animisti, l'Irak-Kuwait affrontando in primo luogo il problema di rilascio di 1000 cittadini kuwaitiani allora detenuti nelle carceri irachene, ed infine il Caucaso dilaniato dalla guerra civile. Il convegno terminó con un momento di grande spiritualità che vide riuniti, cattolici, ortodossi, musulmani in un unica preghiera di aiuto e speranza in Dio.

Nel 1995 viene costituito l'U.G.E.M. (Ufficio Gestione Emergenze di Massa) a cui, attraverso uno specifico Regolamento, viene affidato il compito di riorganizzare le attività di protezione civile della Confederazione. La Confederazione, grazie alla nuova struttura, interviene in occasione della Alluvione in Versilia (1996) e del Terremoto di Umbria e Marche (1997).



1997- Il bicolore il bicolore giallo-ciano per identificare volontari e mezzi

Nel 1997, la Confederazione adottó una serie di provvedimenti tesi ad unificare l'immagine delle misericordie italiane, sia per le divise che per i mezzi. è da allora che le misericordie adottarono il bicolore giallo-ciano per identificare i propri mezzi e i propri volontari in servizio.

Un'ambulanza delle Misericordie in servizio

L'Assemblea del 1998, tenuta ad Assisi, riconfermó con una larghissima maggioranza Francesco Giannelli quale Presidente confederale. Tuttavia dopo soli due mesi questi presentó le dimissioni. Infatti il Consiglio Nazionale che uscì dalla Assemblea vide rinnovarsi oltre il cinquanta per cento dei suoi membri, molti dei quali ebbero modo di mettersi in luce, presso i Governatori, durante le operazioni di protezione civile degli anni precedenti. Ció provocó una serie di vivaci malumori, alimentati da chi credette di scorgervi un colpo di mano architettato dall'U.G.E.M.. All'empasse istituzionale, che seguì alla polemica, si sommarono una serie di pressioni sul Presidente che venne costretto a dimettersi. Gli succedette nella normale amministrazione il Vicepresidente Enzo Fani che rimase in carica fino all'Assemblea successiva che si tenne a Pistoia nel settembre del 1999, e che elesse Presidente Gianfranco Gambelli, confratello di Castelfiorentino.
Il nuovo Presidente si trovó di fronte all'ingrato compito di "Rifondare le Misericordie", come egli stesso affermó. Il movimento (che dall'inizio degli anni '80 si era espanso in maniera notevole su tutto il territorio italiano), necessitava di profonde modifiche in seno alla struttura confederale in modo da alleggerire la burocrazia e snellire la gestione.
Nel 2000 (l'anno del Giubileo, che l'U.G.E.M. affrontó con l'invio di migliaia di volontari sul campo), venne fondata la Millennium Service s.r.l., una società avente la Confederazione come socio unico. La Millennium avrebbe dovuto avocare a se tutta la gestione tipografica, dell'immagine, della vendita di materiale sanitario, propagandistico e tipografico alle singole misericordie, garantendo prezzi bassi e buona qualità dei prodotti. Dopo un buon avvio, nel 2002 per la società inizió un forte momento di crisi, che la portó a chiudere in forte perdita il bilancio annuale. Ben presto sorsero le polemiche e venne pure presentata qualche querela (poi ritirata/archiviata). Così il Presidente si trovó a dover gettare acqua sul fuoco, ponendo da subito la società sotto uno stretto controllo per risanare al più presto i conti e rassicurando le varie misericordie riunite nell'assemblea annuale del 2003 che la situazione stava tornando sotto controllo.
Nel contempo si mise mano pure alla modifica dello Statuto Nazionale, in modo da poter riorganizzare e snellire la macchina del movimento con una forte decentralizzazione, avviatasi già da qualche anno. Nel 2002, lo Statuto venne riformato, non senza polemiche.
Forte crisi attraversó pure il comparto della protezione civile, con l'U.G.E.M. che vide azzerarsi diverse volte la propria dirigenza, l'ultima volta nel 2002. Da allora, anche in questo settore sono stati mossi diversi passi in direzione della riorganizzazione. Nonostante tutto, comunque, l'U.G.E.M. ebbe modo di proseguire la sua attività, in occasione delle tragedie del Terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002 e della morte di Giovanni Paolo II nel 2005: in entrambe le occasioni, migliaia di volontari parteciparono alle manovre sotto la guida confederale.
Nel settembre del 2007, si terranno le nuove elezioni confederali.

Tra i compiti del nuovo consiglio nazionale, vi è quello di una nuova riforma statutaria.

 

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